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Take-off in inglese significa decollare, ma quando è un’azienda ad utilizzarlo per presentare un Piano di Carriera che mette nero su bianco tutti gli step che premiano la meritocrazia, allora significa essere arrivati nel posto giusto.

Un luogo in cui si mantengono le promesse, si valorizzano le risorse umane e si predispongono percorsi chiari,affinché anche un neo assunto possa diventare partner o socio di capitale in quattro anni al massimo.

Difficile da credere? Forse sì, in un mondo che preferisce l’”usa e getta” anziché porre le basi per avere risultati a lungo termine.

Ma quando l’azienda in questione è la MSW Group (Microsite-Smartcall-Wifor) che dell’essere eccezione ne ha fatto la sua regola, c’è da crederci.

 

Soprattutto se a raccontare questa realtà sono i diretti interessati, quelli che da semplici operatori telefonici in cuffia sono diventati in pochi anni soci di una società che ha sedi a Caserta, San Prisco e Caianello, e che in meno di venti anni è divenuta il punto di riferimento per clienti come TIM, Fastweb, Vodafone e altri colossi del mercato nazionale ed estero.

Come? Puntando proprio sulla meritocrazia, sulla crescita e sul benessere dei propri dipendenti ancor prima di investire sull’interazione con i clienti finali.

E oggi la MSW Group ha tirato fuori l’asso, mettendo per iscritto tutto quello che è sempre stato nei fatti per anni: il Piano di Carriera, un percorso meritocratico chiaro che consente, a chiunque lo desideri, sia di ottenere un reddito aggiuntivo familiare sia di crescere in termini di competenze professionali e guadagno, in modo tale da “decollare” da Telesale Junior alla vetta più alta della gerarchia aziendale.

Qui chi inizia dalla cuffia può crescere fino a diventare socio di capitale dell’azienda, con guadagno aggiuntivo legato agli utili annuali prodotti, oppure partner con l’opportunità di costruire la sua azienda affiliata e diventare imprenditore.

 

Come è successo a Lisa Napolano, entrata in01 MSW Group come back office e oggi socia di capitale:

“All’inizio facevo contratti – spiega Lisa, call center manager – ma nel giro di due mesi sono passata alla gestione delle risorse umane. Da lì è iniziato il “decollo” che oggi mi ha resa socia della stessa azienda per la quale ho sempre lavorato con orgoglio, una seconda famiglia dove mi sono sempre sentita partecipe, valorizzata e capace di dare il meglio ogni giorno. Consiglio a tutti di non smettere mai di sognare. Io sognavo di avere una mia società, e la mia azienda ha fatto sì che io potessi averla“.

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