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Statistiche e sondaggi non lasciano più margini al dubbio: è lo smart working la modalità di lavoro più amata dagli italiani.

Una necessità, quella di continuare a lavorare in pieno lockdown da emergenza Covid 19, che ha allineato l’Italia al resto del mondo dove lo smart working è praticato ovunque sia possibile e dove vantaggi e virtù sono ben note da anni.

Ma qui in Italia i dubbi sono ancora tanti, e se pure abbiamo imparato a familiarizzare con il termine inglese che significa “lavoro agile”, rimaniamo ancora perplessi rispetto al significato pratico di questa modalità di lavoro e alla reale convenienza della sua applicazione.

Eppure in Campania c’era già chi da anni aveva puntato sulla modalità di “lavoro intelligente”, spuntando sulla lista delle priorità 2021 proprio la possibilità di offrire ai propri operatori l’opportunità di lavorare da casa ovunque essa fosse.

E quando l’azienda in questione è la MSW Group (Microsite-Smartcall-Wifor), riconosciuta in meno di venti anni quale riferimento unico nel campo dei Call Center da colossi come TIM, Fastweb, Vodafone, allora nessuna fuga in avanti rispetto agli altri può definirsi una novità. Soprattutto quando “progresso e tecnologia” diventano sinonimi di benessere dei lavoratori e tutela dell’ambiente.

Ed è proprio al Channel Manager della MSW Group, Max Galia, cha abbiamo voluto rivolgere qualche domanda per capire nel dettaglio cosa significa lavorare in smart working e quali sono le criticità che questa modalità di lavoro nasconde.

Insomma, possibile che sia tutto perfetto come si sente dire da più parti? Oppure dietro tutto questo entusiasmo si nasconde il rischio di perdere il senso del lavoro di squadra, o di sentirsi abbandonati nelle difficoltà, esclusi dalla visione d’insieme dell’azienda? Ed i costi per allestire la postazione di lavoro a casa, insieme a quelli per una formazione adeguata, a carico di chi sono? E poi: è vero che si guadagna di più?

Dubbi e domande alle quali Max Galia ha risposto in una video chiacchiera, “da casa” ovviamente, raccontandoci la realtà quotidiana di una MSW Group in versione smart working dal marzo scorso.

Ed ecco quello che ne è venuto fuori:

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